E tuttavia essere incompresi è il nostro destino.
Johann Wolfgang Goethe, I dolori del giovane Werther, 1774 (17 maggio)
E tuttavia essere incompresi è il nostro destino.
L'amore sano è quello che abbraccia una donna sola e intera, compreso il suo carattere e la sua intelligenza
In sostanza chiedevo un letargo, un anestetico, la certezza di essere ben nascosto.
Non chiedevo la pace del mondo, chiedevo la mia.
È bello piangere.
Ti sfoghi e cacci via tutto: rabbia, dolore, angoscia, ansia.
Il problema è quando non ci riesci, che ti si accumula tutto dentro, ti senti scoppiare ma non scoppi, non fuori; scoppi dentro, senza far rumore, e fa ancor più male.
Ho sempre pensato che è preferibile essere odiati che ignorati.
Avevo sempre avuto questa tendenza a immergermi talmente in qualcosa da dimenticarmi per un po’ del resto del mondo.
I suoi occhi avevano il potere di farmi impazzire.
Non mi toccavano, né mi sfioravano.
Ma quando mi guardavano, il mio cuore iniziava a battere talmente forte, che temevo potesse esplodere, le mie labbra s'incurvavano in un sorriso, coperto dal rossore delle mie guance, e il mio corpo veniva percorso e percosso da un fremito, come una scarica elettrica.
Quando mi guardavano, mi scavavano dentro, dentro l'anima, in ogni particella del mio corpo.
E io mi sono sempre domandata come ci si doveva sentire ad esserci dentro.
In ogni suo caldo, intenso, sguardo.
Volevoimparareavolare (scritta da me)
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